“Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio;”…
Questa reminiscenza dantesca è affiorata dai meandri della mia memoria ad esprimere il sentimento che ti pervade, quando sei assalito dalla voglia di lasciar perdere tutto ed andar via perché stanco di confrontarti con beceri atteggiamenti di strateghi della politica locale che, usciti con le ossa rotte dal recente confronto elettorale e con un risultato da prefisso telefonico, se avessero buonsenso, dovrebbero essere indotti a rivolgere altrove le proprie attenzioni. Invece hanno ridato fiato alle trombe ed ai tromboni, discettando di tutto e di tutti, forti della convinzione di potersi impancare, al di là del buon gusto, della decenza e del pudore, a Catoni, a giudici delle norme comportamentali dei cittadini, ad esempi di coerenza e di intransigenza, avendo anche la presunzione di dare suggerimenti alle forze dell’ordine sui provvedimenti da adottare.
Di cosa sto parlando?
Orbene, l’11 settembre ultimo scorso un gruppo di iscritti ad Alleanza Nazionale ed ad Azione Giovani di Canosa di Puglia, ha ritenuto di porre un mazzo di fiori e le rispettive bandiere legati al palo sormontato dalla indicazione della via dedicata alle “Twin Towers”, presso lo Stadio San Sabino. Era un semplice, doveroso ricordo delle migliaia di vittime innocenti immolate dalla follia di un terrorismo bieco, che colpisce nel mucchio; di un fanatismo ingiustificato che trafigge ammazzando uomini, donne, bambini incolpevoli ed inermi, che nella presunta sicurezza delle proprie abitazioni, erano intenti a svolgere i propri compiti.
Il palo in oggetto, abituato ad essere esposto alle intemperie, in una zona frequentemente sferzata dai venti, non sembrava dispiaciuto della novità, anzi sembrava rallegrarsi, illegiadrito com’era dal mazzo di fiori che lo adornava e fremeva, cullato dallo sventolio delle bandiere che garrivano al vento.Ogni tanto arrossiva (non di vergogna) ma di pudico compiacimento perché giammai, nella sua breve vita, gli era accaduto di vedere tanta gente che, incuriosita si fermava per capire cosa stesse accadendo e lo ammirava commentando positivamente l’evento. Nessun cartello offensivo, niente che potesse portare nocumento a chicchessia. Non ci sarebbe dispiaciuto che anche altre bandiere si fossero aggiunte alle nostre al fine di condividere il ricordo delle vittime di un così feroce attentato. Su questo grave evento eversivo vengono lanciati strali e fulmini e viene invocato il rigore della legge per l’abuso commesso. Il nostro gesto non sarebbe venuto meno anche se noi fossimo stati all’opposizione, pronti a pagarne le eventuali conseguenze (sic!). Se però non avete altro cui appigliarvi è la prova certificata che SIETE ALLA FRUTTA! Ma non finisce qui. Qualche comunistello d’accatto, invece di percuotersi il petto, di emettere alti lai versando lacrime amare e di vergognarsi, avendone ben donde, dei lutti e dei danni causati all’umanità dai suoi riferimenti politici-economici e di pensare ai propri problemi, quelli sì veramente seri, si permette di criticare l’intitolazione del Parco, su Canosa Alta, a Giorgio Almirante.
Dimentica, il tapino, che quell’area un tempo degradata e ricettacolo del materiale di risulta dei cantieri in costruzione, è stata risanata grazie ad un intervento della Forestale di Bari su precisa disposizione dell’Assessore Regionale all’Agricoltura Nino Marmo (di Alleanza Nazionale) ed è costata zero lire alle tasche dei cittadini canosini.Questi trinariciuti (come li definiva Giovannino Guareschi) i cui rappresentanti hanno intitolato piazze e strade a feroci dittatori quali Stalin, Lenin, Tito, che hanno decimato e umiliato le popolazioni a loro sottomesse riducendole alla miseria più nera (vedi Paesi dell’Est Europa), hanno persino avuto la sfacciataggine di intitolare un’Aula del Senato a tale Giuliani, degno di un tale onore per aver tentato di ammazzare un rappresentante della legge, lanciandogli contro un estintore. Sono gli stessi “utili idioti” che non si vergognano di inneggiare all’uccisione di Marco Biagi e di urlare nei loro cortei “10,100,1000 Nassiriya”. E costoro hanno l’ardire di pronunziare il nome di Giorgio Almirante?
Approntate ettolitri di colluttorio e quantità industriale di disinfettanti. Lavatevi la bocca!
Giorgio Almirante è stato un uomo coerente che ha dato lustro alla politica italiana del secolo scorso “un grande italiano” e “il leader della generazione che non si è arresa”. Ultima chicca perché il vostro godimento possa raggiungere il parossismo: il 22 maggio 2008 ricorrerà il ventennale della morte di Almirante. Prevedo, a Parco ultimato, una inaugurazione adeguata. Per chi dovesse soffrire di mal di pancia, sarà organizzato un viaggio in autocorriera in Istria per visitare le foibe di Basovizza. In alternativa si potranno passare le acque a scelta tra Montecatini Terme, Chianciano Terme,Salsomaggiore Terme, Fiuggi o Castellammare di Stabia.
Si accettano prenotazioni!
Gennaro Caracciolo
*Presidente Circolo di Alleanza Nazionale“Giorgio Almirante”Canosa di Puglia