Il Segretario del Partito Democratico torna ancora sull’iniziativa del Sindaco e della maggioranza di centrodestra su Contrada Tufarelle: fa affermazioni, fa domande e commenta come quando si parla con se stessi ad alta voce parlando sconnessamente prima di riordinare le idee dimenticando o ignorando il lavoro e l’impegno finora svolto di tanti (lui dov’era?). Si fanno affermazioni sulla 241 del 1990 evidentemente senza conoscerne le norme, men che meno ratio ed ambiti di applicazione.Si fanno domande al Comune di Canosa sui limiti del Parco dell’Ofanto e sull’esito del Parco di Contrada Tufarelle sbagliando interlocutore. Lo si chieda ai compagni della Regione Puglia per entrambi le questioni. Noi, per la parte di nostra possibilità e competenza abbiamo adottato gli atti necessari e ne abbiamo sollecitato l’esito ulteriore, anche recentemente e direttamente, nell’Aula consiliare all’Assessore Regionale al ramo.
Si fanno domande sulla presenza del prof. DE BERTOLDI. Dopo averne citato a gran voce il lavoro fatto come consulente del CTU per il Tribunale di Trani, non si vorrà mica mettere in discussione terzietà, professionalità ed esperienza? Non abbiamo mica chiamato come consulente un dirigente di partito come si fa solitamente a sinistra. Infine si fa filosofia richiamando personalità come Blaise (non Blasie) Pascal. Proprio la profonda analisi sulla precarietà della condizione umana, del filosofo francese, richiama l’insanabile contraddizione dell’uomo che, evidentemente, nel segretario del PD trova particolare conferma e manifestazione. Noi del centrodestra abbiamo sempre sostenuto la politica del fare concreto per lo sviluppo sociale per uno sviluppo sostenibile.
Già con la scorsa maggioranza avevamo individuato un percorso condiviso con le altre forze presenti in Consiglio comunale. Dopo un laborioso lavoro congiunto, la componente dell’opposizione ex Margherita e DS ora PD tirò i remi in barca. Anche il fronte cosiddetto ambientalista (rappresentante del WWF) chiamato a lavorare intorno allo stesso tavolo, addirittura rinunciò alla nomina per un impegno che ci portò ad interloquire innanzitutto con i più diretti e naturali interlocutori isituzionali, dal Presidente della Regione ed i tecnici degli uffici regionali, ai vertici della Provincia, al Sindaco di Minervino M. e così via.
E’ sempre la solita storia, bravi a parlare, a polemizzare o peggio ad ipotizzare disegni perversi e aleggiare fantasmi. Quando, poi, c’è da tirare su le maniche, da assumere scelte e responsabilità, tutti scappano. Poi dimenticano e come funghi riappaiono e riprendono a parlare, ma la gente è stanca se non infastidita.
Su, un po’ di buon senso. Nella duplice natura dell’uomo, tra miseria e dignità, meglio scegliere quest’ultima.
Gennaro Caracciolo (Popolo della Libertà)