Archivio per la categoria ‘Politica Nazionale’

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Nassiriya 12 Novembre (2003-2008)

12 Novembre, 2008

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La sinistra dà i numeri, però non sono quelli giusti

4 Novembre, 2008


Il primo numero che mi balza alla mente è il 68. Assistiamo a proteste ed occupazioni che portano vecchi ricordi. Con qualche capello in meno e qualche chilo in più, ma i fautori di queste proteste sono gli stessi di quarant’anni fa. Capisco di ledere il sentimento di chi il 68 lo ha vissuto, in buona fede, ed ora prova vergogna nel vedere tanti ragazzi  protestare per qualcosa che conoscono poco e che gli è stato riferito male.Poi ci sono il 3 e l’1. Tre gli attuali insegnanti, ed uno quello previsto dalla riforma.Con l’introduzione del maestro unico e l’eliminazione delle compresenze si libereranno più maestri per  aumentare il tempo pieno. In 5 anni ci saranno 5.750 classi in più con il tempo pieno. Con la media di 21 alunni per classe, in cinque anni 82.950 alunni in più avranno il tempo pieno. La sinistra dice che nelle scuole elementari verrà abolito o diminuito il tempo pieno. E’ assolutamente falso. E’ vero invece che con il maestro prevalente e l’eliminazione delle compresenze (cioè due insegnanti per una stessa ora di lezione) ci saranno più maestri per aumentare il tempo pieno. Gli alunni saranno in media 18 per classe e potranno arrivare al massimo a 26 per classe. Poi c’è l’87.000; il numero degli insegnanti licenziati a causa della riforma Gemini.  Non ci sarà nessun licenziamento. Si razionalizza il numero degli insegnanti rispetto al fabbisogno, non assumendone ulteriori. E’ vero invece che in Italia c’è un docente ogni 9 alunni, in Europa uno ogni 13.  La sinistra afferma che diminuiscono gli insegnanti per i diversamente abili. Al contrario, la realtà è che gli insegnanti di sostegno sono oggi 93.000 e rimarranno 93.000 anche in futuro.  La sinistra dice che chiuderanno le scuole di montagna! Non è vero, perché sarà  unificato il personale amministrativo con 1 preside e 1 segretario per 2 scuole vicine (come previsto precedentemente dal governo di centrosinistra)  La sinistra dice che si viene bocciati con il 7 in condotta. Vero: solo in casi assolutamente gravi (come il teppismo, il bullismo, la violenza all’interno della stessa scuola) si può essere bocciati con il 5 in condotta, ma perché questo possa essere possibile ci dovrà essere il consenso e il via libera del consiglio di istituto e di quello di classe.   Altri, invece, sono i numeri che la sinistra dovrebbe sapere e diffondere; non c’è un’università italiana tra le migliori 150 del mondo;  ci sono 37 corsi di laurea con 1 solo studente; 327 facoltà non superano i 15 iscritti; ci sono 5 università importanti con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze dei ragazzi, aumentando la spesa in maniera inaccettabile; 94 università più 320 sedi distaccate in posti non strategici; in Italia abbiamo 5500 corsi di laurea, in Europa la metà; 170.000 materie insegnate rispetto alle 90.000 della media europea; nel 2001 i corsi di laurea erano 2444, oggi 5500; negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000; nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro.
I numeri, però, che più mi divertono sono 2.500.000, 300.000 e 8.
2.500.000 le persone che, a detta del PD, hanno partecipato alla manifestazione al Circo Massimo di Roma.
300.000 la capienza massima della piazza stando ad un censimento voluto dall’allora Sindaco di Roma Veltroni.
8 i piani del garage che avrebbero dovuto costruire al Circo Massimo per ospitare i 2.500.000 di persone millantate dalla sinistra.

Mar.T.Mil.

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Facciamo chiarezza. L’on. Antonio Palmieri scrive…

15 Ottobre, 2008

Ieri abbiamo votato in aula la mozione relativa all’accesso degli studenti stranieri alla scuola dell’obbligo. E’ stato un dibattito convulso, teso, impegnativo.
Purtroppo negli interventi della sinistra si è scelta la strada più facile: accusarci di essere razzisti, di voler segregare i bambini immigrati, di non volere l’integrazione degli stranieri in Italia.
E oggi molti giornali accreditano questa tesi, con titoli tipo quello del
Corriere della sera: “Sì alle classi separate per stranieri”.  

Partiamo dalla realtà. La situazione nelle scuole italiane è questa. Nel corso di tutto l’anno scolastico vengono inseriti nelle classi bambini stranieri che non sanno una parola di italiano. Poichè essi provengono da Paesi molto diversi tra loro, ciò crea una vera babele di linguaggi. La classe si blocca perchè è evidente che non solo l’insegnamento ma anche l’ordine in classe e la condivisione dei basilari principi di educazione sono resi impossibili dal fatto che buona parte della classe non è in grado di capire la lingua.
Il risultato è che nè i bambini stranieri, nè quelli italiani nè i bimbi stranieri che già conoscono la lingua imparano qualcosa. 

Poichè non è pensabile avere per ogni singola classe insegnanti capaci di fare mediazione culturale parlando anche le lingue madri dei bimbi stranieri (per ogni classe dovremmo avere un insegnante che sa il cinese, uno che sa l’arabo, uno l’indiano, uno il pakistano, ecc.) la nostra mozione – che è dell’intera maggioranza, non solo della Lega – propone di cambiare rotta, in questo modo:

a) allestendo classi di inserimento, dove insegnare l’italiano ai bimbi stranieri che non lo sanno ancora assieme agli insegnamenti utili all’educazione alla legalità e alla cittadinanza.

b) non consentendo ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, per un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole

c) prevedendo una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni
per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri.

SI tratta di misure di buon senso. E’ lasciare le cose come stanno che produce ignoranza, separatezza e “disintegrazione” invece di integrazione vera.

www.antoniopalmieri.it

 

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Anche la Destra canosina a Roma contro Prodi

14 Ottobre, 2007

foto-manifestazione.jpgUna delegazione guidata dal vice presidente del Circolo canosino di Alleanza Nazionale “Giorgio Almirante” Marco Tullio Milanese, dal Capogruppo consiliare di AN Francesco Princigalli e dal presidente di Azione Giovani Vincenzo Santoro, ha preso parte alla grande mobilitazione di sabato 13 ottobre a Roma. Oltre 500.000 persone giunte da tutte le parti d’ Italia per esternare contrarietà all’ attuale governo di sinistra. Dopo il corteo giunto nei pressi del Colosseo, la manifestazione è continuata con una serie di testimonianze delle varie categorie professionali che si sono susseguite sul palco (carabinieri, vigili del fuoco, commercianti, ecc.) prima dell’attesissimo comizio del Presidente del partito Gianfranco Fini presentato dall’ On. Alemanno, il quale in pochi minuti ha infuocato tutta la piazza ricordando le ragioni della manifestazione. Il tutto si è svolto nella solita cornice variopinta seppur ordinata ed assolutamente pacifica che ha sempre caratterizzato le manifestazioni della Destra italiana. Una  grande dimostrazione di vitalità e di forza che testimonia la volontà “combattiva” di Alleanza Nazionale nel contestare questo Governo che su sicurezza e fisco (i temi della manifestazione) dimostra sempre più la propria inadeguatezza nel rispondere alle legittime aspettative degli italiani.

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Il Gruppo consiliare regionale pronto a votare l’odg della Coldiretti

5 Luglio, 2007

logoan3d1.jpgIl Presidente del Gruppo Consiliare di AN alla Regione Michele Saccomanno ed il Consigliere Regionale Nino Marmo, già assessore all’Agricoltura e componente della Consulta Agricola Nazionale del Partito, anche a nome dell’intero Gruppo hanno diffuso la seguente nota: “Le durissime dichiarazioni del Presidente Regionale della Coldiretti Salcuni nei confronti degli ultimi, devastanti atti di politica agricola del Governo Nazionale, spintesi fino a negare che il Ministro faccia gli interessi degli Agricoltori italiani e segnatamente di quelli Pugliesi, non possono non riscuotere tutta la nostra incondizionata solidarietà. Leggiamo senza sorpresa, e sottoscriviamo senza soddisfazione, le seguenti, nettissime affermazioni, riferite al Ministro De Castro: “l’uomo che vanta una fama di “tecnico” sofisticato ed esperto dei meccanismi comunitari, si rivela non in grado di esaltare il carattere innovativo della Politica Agricola Comunitaria in Europa ed in Italia. Le sue “non scelte”, la sua manifesta non volontà di portare in Europa la stagione del consumo responsabile (facendo rimanere in piedi una regolamentazione europea dettata da “discutibili” lobbies), la sua non volontà di contrastare la rendita e gli interessi di alcuni grandi soggetti dell’industria agroalimentare, segnalerebbero che De Castro ha messo in atto un’autentica inversione di tendenza di quel percorso innovativo che noi abbiamo fortemente contribuito a disegnare ed avviare in Europa”.
Siamo pertanto pronti a presentare ed a votare anche da soli, nella sua integrità, l’ordine del giorno proposto dalla Coldiretti pugliesi al Consiglio Regionale, che delinea –in forte contrasto con le suddette politiche del Governo- una politica fondata sulla concertazione e sulla promozione della qualità e sulla conseguente valorizzazione dei nostri prodotti, anche e soprattutto a tutela dei consumatori.
A ciò si aggiunga che, agli errori ed ai limiti della politica agricola nazionale, si assomma a carico dell’Agricoltura pugliese la sostanziale latitanza di quella regionale, da noi anche recentemente denunciata e documentata. Si conferma così ancora una volta l’ostilità profonda ed antica della sinistra nei confronti di un mondo delle campagne che vive con orgoglio la sua autonomia, e che pure rappresenta una forza trainante ed insostituibile del nostro lavoro e del nostro sviluppo”

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Amoruso: “Le tensioni sullo scalone danneggiano il Paese”

5 Luglio, 2007

amoruso.jpg“Da una parte Donadi dell’Idv che giudica assurdo abolire lo scalone e dall’altra Pagliarini dei Comunisti italiani che accusa il suo ministro dell’Economia di essere antigovernativo proprio sulle pensioni. Il disastro di questa maggioranza e di questo governo hanno oggi vissuto un nuovo episodio di una telenovela politica che rischia di danneggiare gravemente la finanza pubblica la quale, in caso di abolizione dello scalone, crollerebbe sotto il peso della spesa previdenziale”. Lo afferma l’on. Franceso Amoruso, vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera.

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A Bari per “Un’altra idea di Mezzogiorno”

25 Febbraio, 2007

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Dopo la conferenza nazionale per lo sviluppo e l’impresa che si è tenuta a Brescia, An ha scelto Bari per focalizzare l’attenzione del partito sul Sud. ‘Un’altra idea’ per il Mezzogiorno è il titolo del convegno in programma a Bari i prossimi 2 e 3 marzo presso la Fiera del Levante. La due giorni ospiterà interventi di politici, sindacalisti, economisti e intellettuali. Spiega Pasquale Viespoli, al termine dell’esecutivo di An, che al centro dell’evento ci saranno le proposte per il rilancio e lo sviluppo del Sud e per risolvere i problemi del Meridione “Partiremo dalle enormi potenzialità del Mezzogiorno” ha sottolineato, spiegando che si discuterà della “qualità della spesa, sulla fiscalità di vantaggio, sulla rigenerazione urbana intesa come valorizzazione della funzione delle città“.I lavori della conferenza saranno chiusi il 3 marzo alle ore 17,00 dall’intervento del Presidente di Alleanza Nazionale On. Gianfranco Fini.